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Itinerari

Trapani Erice  Isole Egadi  Siti Archeologici  Riserve Naturali

TRAPANI: La città dei due mari


La città conserva la memoria delle numerose culture che si sono avvicendate nei secoli, attratte dalla felice posizione strategica e dallo splendore di questa terra. Fondata dall’antico popolo degli Elimi, Trapani fu lungamente abitata dai Fenici, che la resero una fiorente colonia.

Dopo la dominazione romana, furono gli Arabi, nel IX secolo d.C., e successivamente i Normanni, ad avviare un periodo di grandi fasti che proseguì sotto l’influenza aragonese e quella borbonica, sino alla liberazione garibaldina del 1860.

E così, lungo le strade del borgo antico, disegnate per assecondare le traiettorie del vento, si susseguono chiese, edifici e monumenti, una successione interminata di stili artistici, epoche storiche, leggende perse nella notte dei tempi.

Come il Palazzo Cavarretta, oggi sede del consiglio comunale, risalente al XV secolo e ornato successivamente da una grandiosa facciata barocca, o il trecentesco Duomo di Sant’Agostino, edificato dai Cavalieri Templari, ornata da un superbo rosone cesellato dai simboli delle tre grandi religioni monoteistiche, cristiana, islamica ed ebrea, proprio di fronte alla statua del dio Nettuno, mitico fondatore dell’antica “Drepanon”.

E’un racconto senza fine, che prosegue tra le sale del Museo Pepoli, un ex convento carmelitano del XIV secolo, che raccoglie le testimonianze artistiche più brillanti della civiltà trapanese.

porto di trapani

Nel vecchio quartiere del porto il dedalo dei vicoli diventa più fitto, tra le casette in tufo e gli altari improvvisati dal culto popolare.

Da qui i pescatori e i “corallai” partivano ogni giorno sfidando le onde, qui le donne li attendevano affidando alla Vergine il loro ritorno.

E’ la Trapani più vera, quella che affonda le radici nel mare.

Proprio come la Torre di Ligny, circondata dalle acque, estrema propaggine della città e suo simbolo.

ERICE: Silenzio tra nuvole e mare

erice

Il promontorio di Trapani è sovrastato da Erice, adagiata sulla sommità dell’omonimo monte.

Questo luogo sembra avere catturato il tempo per renderlo immobile.

Estranea al turismo di massa, consacrata al silenzio e alla contemplazione, Erice sbalordisce il visitatore col quieto splendore dei suoi dettagli, al cospetto di un prodigioso scenario naturale. Una ineguagliabile terrazza naturale, dove lo sguardo si apre sul Mediterraneo e sull’intera Sicilia Occidentale. L’impianto urbanistico ha forma triangolare, racchiuso tra le antiche mura romane su cui si stagliano imponenti torrioni, e si aprono tre porte normanne.

Nel borgo medievale, perfettamente conservato, le case, i cortili fioriti, le strade di ciottoli, si distendono sulle pieghe del paesaggio, sulle rocce, tra gli alberi. Abitata nei secoli da fiorenti civiltà, Erice custodisce una impressionante varietà di tesori architettonici.

Nell’abitato si contano oltre 60 chiese, tra cui quella normanna di San Giuliano, risalente al XI secolo, e la Chiesa Madre (anche detta Matrice), dal maestoso portale gotico e ricca di opere artistiche.

E’invece del XII sec. il maestoso Castello di Venere, costruito su uno dei luoghi più panoramici del borgo, laddove un tempo sorgeva il santuario di Venere Ericina. Sin dai tempi della sua fondazione, che si perdono nel mito, la città è stata infatti dedicata al culto di Venere, simbolo di amore e prosperità.

Così è sospesa Erice, tra il sacro e il profano, tra le nuvole e il mare.

EGADI: Un paradiso

isole egadi

Una breve quanto suggestiva traversata collega il porto di Trapani alla riserva naturale dell’Arcipelago delle Egadi. Tre isole diverse posate su un solo mare, dove il mondo sembra ubbidire ad altre regole.

Favignana è la più estesa, ed offre la maggior varietà di paesaggi. Le aspre pareti si tuffano in mare e disegnano spiagge, grotte, insenature. Dalle sabbie cristalline di Cala Azzurra, alle superbe rocce di Bue Marino o Cala Rossa, l’isola offre un’infinità di scorci naturali che ne fanno un paradiso per i turisti, che la affollano nel periodo estivo. L’economia di Favignana si è retta per lunghi decenni sulla pesca del tonno, basata sulla tradizionale pratica della “mattanza”, che oggi in disuso, ma sopravvive nelle atmosfere che pervadono le vecchie strade, nei racconti della gente del luogo, nelle delizie della gastronomia.

A Levanzo invece tutto è in miniatura, il paesino e il porticciolo si fondono alla natura più selvaggia, un paradiso solitario. Una sola mulattiera la attraversa da un lato all’altro, dal porticciolo incuneato nelle rocce sino al Faro di Capo Grosso, battuto da un vento incessante, a picco sul mare. Imperdibile è la visita alla Grotta del Genovese, straordinaria testimonianza preistorica in cui sono visibili graffiti risalenti ad oltre 10.000 anni fa, che indicano la presenza di una comunità già allora dedita alla pesca del tonno, basata su vincoli tribali e votata alla pratica della magia.

Più lontana dalla costa c’è Marettimo, protesa come un avamposto sul mare aperto. Queste acque custodiscono segreti senza tempo, chiusi per sempre nei relitti sui fondali, a memoria delle gloriose rotte fenicie, greche e romane, e delle sanguinose battaglie che vi si sono consumate nei secoli. E’ la meta più incontaminata dell’arcipelago, una straordinaria oasi naturalistica percorsa da sentieri dominati dal silenzio, sospesi su acque di cristallo. I pescatori sono gli unici abitanti di questo luogo, sono loro che conducono al giro dell’isola, ad ascoltare i segreti che echeggiano nelle grotte.

SITI ARCHEOLOGICI

Gli insediamenti umani nel territorio trapanese hanno origini antichissime, risalenti addirittura alla preistoria.

In seguito, le prime grandi civiltà mediterranee furono immediatamente attratte dalla felice collocazione strategica del luogo, succedendosi nel corso dei secoli.

Il tempo è stato clemente con questa terra, preservando per la nostra memoria aree archeologiche di grande pregio artistico e culturale.

Secondo lo storico greco Tucidide’antica Segesta fu fondata dagli Elimi, una comunità di profughi troiani che vi si stabilì attorno al VI sec. a.C. La città cadde poi nelle mani dei Greci e dei Fenici, prima di allearsi con l’Impero Romano, che le recò grande rispetto, proprio in virtù delle comuni origini iliache. Nell’area archeologica si ammirano, oltre ai resti delle mura e dell’agorà, il Tempio e il Teatro Greco. Il primo splendidamente conservato, è considerato uno dei maggiori esempi esistenti di architettura dorica, il secondo, nonostante le mutilazioni del tempo, non manca di suscitare l’ammirazione degli osservatori e l’interesse degli studiosi.

La vita di Selinunte fu assai breve. Costruita dai Greci, fu coinvolta nell’acerrima rivalità con Segesta, prima dell’avvento dei romani la distrussero attorno nel 250 a.C., dopo appena duecento anni di storia, ma i resti della città sono tuttora una presenza assai imponente. Il parco archeologico di Selinunte è infatti, coi suoi 1700 mq, il più vasto d’Europa. Il sito è diviso in tre aree: l’Acropoli, dedicata al culto delle divinità, Il Santuario di Demetra Malophoros, il cui culto era molto diffuso all’epoca, e l’area della collina orientale, disseminata di magnifici templi e santuari.

mothia

Mozia è una piccola isola di forma circolare, collocata al centro di una laguna, nella Riserva dello Stagnone di Marsala. La città è stata caratterizzata da una lunga dominazione fenicia, le cui origini si collocano attorno al VIII sec.a.C., e fu abbandonata dalla piccola comunità di coloni al tempo della conquista romana. Agli inizi dello scorso secolo, l’archeologo Joseph Whitaker acquistò l’isola e diede inizio ai lavori di scavo, che nell’arco di decenni hanno dato alla luce i resti della città punica, coi suoi abitati, i luoghi di culto, la necropoli. Il formidabile valore storico del sito si riverbera nel Museo Whitaker, che raccoglie i reperti più preziosi rinvenuti dallo studioso inglese, e li offre alla meraviglia dell’uomo contemporaneo.

PATRIMONIO NATURALISTICO

Il patrimonio naturalistico della provincia di Trapani è di grande rilievo: si contano infatti 11 riserve naturali, che comprendono i paesaggi più vari e incontaminati di un territorio straordinariamente diversificato.

Tra isole disperse nel mare e lagune limpidissime, attraverso dune di sabbia e boschi, fino alle grotte che sfidano il sottosuolo, si svela l’incanto della Sicilia Occidentale.

riserva dello zingaro

Particolarmente rinomata è la Riserva dello Zingaro, nel territorio di San Vito Lo Capo. Essa si estende lungo uno dei tratti costieri più suggestivi della Sicilia, segnato da una moltitudine di calette incantate.

Tra le rocce calcaree (di natura dolomitica) si inerpicano improvvisamente le caratteristiche falesie, percorse da sentieri a picco sul mare. La fauna e la flora rispecchiano quest’alternanza di toni.

La Riserva è infatti ospita 39 specie di volatili, specialmente rapaci, una grande varietà di roditori ed altri animali terrestri, e una miriade di creature marine che godono di acque intatte.

Grazie poi alla presenza di microclimi locali particolarmente umidi, centinaia di specie di piante e fiori, alcune rarissime,costellano i 1600 ettari del parco.

isola dello stagnone

Sulla strada che da Trapani conduce a Marsala, proprio di fronte all’isola di Favignana, si incontra la Riserva dello Stagnone. E’una laguna, la più vasta della Sicilia, cosparsa di minuscoli isolotti, che si raccolgono attorno alla splendida Mozia. L’intera area è percorribile unicamente a piedi o con barche a fondo piatto, a tutela dell’ecosistema e della magnifica fauna, migratrice o stanziale, che gode di un habitat assolutamente “alieno”. Lo stesso che rapisce lo sguardo di chi la visita.